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L’Appennino si racconta…/ classi quarta e quinta

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Questi sono alcuni dei racconti scritti dai ragazzi con l’aiuto dei nonni.

Nonni che ringrazio molto per aver fatto conoscere ai loro nipoti e a noi un pezzetto del nostro passato

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BAMBOLE DI PEZZA E GIOCHI NELL’AIA, di Ambra Marcon, prima classificata

Giocattoli e divertimenti di un tempo lontano

Mi chiamo Giovanna e sono una bambina di otto anni.
Fra molti anni, ma proprio tanti, diventerò la nonna di Ambra, la bambina che voi conoscete e che ha messo nero su bianco quello che vi racconto.
Sono nata nel 1943 quindi gli anni della mia infanzia sono stati segnati fortemente dalla pochezza e dalla miseria che il dopoguerra ha lasciato.
La mia famiglia è di origini modeste, facciamo molti sacrifici, da mangiare c’è poco e quel poco è spesso a base di necci o manufatoli… credetemi non posso nemmeno più sentire l’odore della farina di castagne per quanta ne devo mangiare!!!
Quindi figuratevi i mie giocattoli!!!
Non ho mai avuto un giocattolo vero e proprio ma io e mia sorella gemella ci ingegniamo ugualmente per divertirci.
Con scatole vuote, che troviamo in giro, facciamo delle pentole, i gusci di noci li trasformiamo in tazzine ed ecco fatto!!!
Adesso possiamo giocare a signore che preparano da mangiare!!!
Poi andiamo nel bosco, raccogliamo le foglie di castagno con le quali costruiamo una specie di coroncina per agghindarci la testa e giochiamo a piccole indiane!!!
Quando siamo annoiate scendiamo lungo la riva del fiume e andiamo a pescare i broccioli, facciamo una vera e propria gara a  chi  ne prende di più!!!
Ma il divertimento più grande con mia sorella è quello di scambiarci di persona, perché siamo così uguali nell’aspetto e nella voce che è un  gioco da ragazzi fingere di essere l’una o l’altra, nessuno se ne accorge e noi giù a ridere a crepapelle ingannando a volte anche la mamma!!!
Quando andiamo a scuola i giochi che facciamo con i nostri compagni sono nascondino, mosca cieca e campana.
Con una palla di stracci facciamo una sorta di palla avvelenata.
Poi di ritorno da scuola per la strada mi capita di trovare scatolette vuote di fiammiferi, le raccolgo e le porto a casa, anche queste mi servono per il mio servizio di  cocci e pentoline!!!
Ci sono alcune bambine, poche a dire la verità però ci sono, che a scuola portano delle bellissime bambole!!!
Bambole! Bambole! Bambole vere! Di porcellana, con capelli biondi lunghi e vestiti bellissimi!!!
Io le guardo incantata! Come mi piacerebbe averne una!
L’ho chiesta tanta  volte ai miei genitori e a volte non capisco perché ci sono compagne che ne hanno diverse oltre che pupazzi e altri tipi di giochi e io e mia sorella non ne possiamo avere nemmeno una da dividere io e lei!!!
Ma un giorno la nostra nonna ci ha fatto una sorpresa: con ovatta, stracci e lana ci ha confezionato due bellissime bambole!!!
Una per ciascuna!
Uguali, così non ce le litighiamo!
Non saranno bambole confezionate in negozio, non saranno sofisticate ed eleganti ma per me e mia sorella sono le bambole più belle del mondo!!!
Questi sono si giochi che faccio quando ho del tempo libero che non è molto perché dopo la scuola da quando abbiamo perso il babbo dobbiamo aiutare la mamma nei campi e badare agli animali…
Comunque trovo spunto di gioco anche quando accudisco i coniglietti : per esempio se mia sorella non c’è prendo uno di quei morbidi batuffoli e faccio finta che io sono la mamma e lui il mio bambino…
Questa è la mia infanzia che a voi può sembrare povera e forse triste, ma per me non è così: la felicità penso che stia nelle piccole cose, come stare insieme alla persone care e divertirsi con poche cose ma con tanta fantasia e immaginazione!!!

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BAMBOLE DI PEZZA E GIOCHI NELL’AIA, di Asia Arcangioli, terza classificata

Giocattoli e divertimenti di un tempo lontano

Quando erano piccoli i miei nonni non godevano di tutti i vantaggi che ci sono oggi, per esempio, a scuola non andavano nè in macchina nè con il bus ma a piedi.

Mio nonno Gianfranco abitava in una casetta nel bosco dell’Orsigna, un luogo lontano dalla sua scuola e anche quando pioveva o nevicava ci doveva andare lo stesso; per arrivarci, ogni giorno doveva attraversare a piedi un fiume camminando sui sassi, quando era ghiacciato rischiava di farsi molto male.

Lui si divertiva con gli attrezzi da lavoro del nonno e costruiva carretti, aquiloni ,fischietti e zufoli. Mio nonno Gianfranco era bravissimo fin da bambino ad utilizzare il coltellino; oggi invece i genitori non fanno più tenere in mano questi strumenti ai bambini perché hanno paura che si facciano male, a me piacerebbe molto avere un coltellino tutto mio e imparare a costruirmi i giocattoli.

I giochi costavano troppo e non tutti se li potevano permettere.

Mia nonna Marzia non aveva tanti divertimenti così li doveva inventare insieme ai suoi amici. Si ritrovavano in un’aia vicino a casa e giocavano a campana, a mosca cieca, ai quattro cantoni, a fare la corsa dei sacchi, alla “bella insalatina” ed a tanti altri giochi. La bella insalatina e’ un gioco che piace tanto anche a me ed ai miei amici, noi lo chiamiamo il gioco della cavalletta, un bambino si mette in ginocchio e gli altri gli saltano sopra cercando di scavalcarlo.

Il gioco della campana lo faceva anche la mia bisnonna, disegnavano per terra con un gessetto un grande rettangolo diviso in dieci parti . A questo punto ognuno doveva prendere un sasso piatto e metterlo sul primo quadrato. Ad ogni lancio ognuno doveva saltare su una gamba sola prendendo il sasso senza perdere lequilibrio, senza mettere giù laltro piede o toccare le linee altrimenti doveva ritornare al punto di partenza, vinceva chi arrivava prima a dieci.

A volte bastava una corda per inventarsi un gioco: due la facevano girare e gli altri tentavano di saltarla senza inciampare.

Tra tutti i divertimenti dei miei nonni, c’era anche sassolino, un gioco dove a turno si tira un sasso in aria e, prima di riprenderlo, bisogna riuscire a raccogliere uno, due , tre , quattro, fino a nove sassolini che rimangono sul tavolo. Mia nonna e i suoi amici ci giocavano sempre a ricreazione e lei era la seconda migliore.

Nei divertimenti c’ erano anche i girotondi: Madamadorè, Il mio bel castello, gatto e topo e molti altri, alcuni li facciamo anche oggi.

Oltre a questi giochi c’ era la guerra: prima si costruivano armi di legno e pietra e poi facevano finta di combattere. Si divertivano molto perché oltre a costruirsi le armi, si nascondevano, correvano, facevano la lotta e fingevano di rimanere feriti o di morire.

Nell’ascoltare i miei nonni mi sono accorta che tra i loro giochi ce nerano anche molti che facciamo anche oggi come mamma e figlio, il mercatino, nascondino, acchiappino e giochi con la palla come pallavolo, palla a mano e palla prigioniera.

D’estate si divertivano anche a fare il bagno nel fiume e giocavano con i tappi delle bottiglie come se fossero biglie disegnando una pista per terra con tante curve e facendo a gara a chi finiva prima il percorso, spingendo il tappo con uno scatto dell’indice.

Mio nonno Pierino, che e’ il più anziano dei miei nonni, viveva in campagna a Pistoia e giocava sempre con il suo amico Livio in un piccolo torrente vicino a casa sua, lì giocavano con barchette fatte da loro, si divertivano a schizzarsi, a prendere pesci e girini e a fare saltare i sassi piatti nell’acqua.

Mia nonna Paola, da quello che ho capito, è quella che aveva più giochi: giocava con le bambole, aveva la bicicletta, con sua sorella e le amiche facevano giochi da tavolo come scacchi, dama e tombola e si divertivano a fare i mercatini  dell’usato, organizzavano delle merende con il tè e giocavano insieme con il cerchio. A volte, quando non le vedeva la mamma, giocavano a fare le sfilate indossando i vestiti che trovavano nell’armadio dei nonni.

Ai tempi dei nostri nonni non esistevano tutte le tecnologie di oggi: computer, il tablet, il telefono e la televisione quindi stavano molto tempo a giocare con gli amici all’ aria aperta, ed è un vero peccato che oggi non sia più così.

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BAMBOLE DI PEZZA E GIOCHI NELL’AIA

GIOCATTOLI E DIVERTIMENTI DI UN TEMPO LONTANO

di Andrea Mori

I giochi di cinquant’anni fa erano completamente diversi dai giochi di oggi. Non esisteva completamente l’elettronica. Grosso modo i giochi seguivano le stagioni soprattutto l’inverno e l’estate. C’era poi da considerare quando il tempo permetteva di giocare all’aria aperta e quando no.

In primavera, in estate e in autunno i giochi con il bel tempo venivano svolti nei campi, nei boschi e sui monti. Il pallone era il gioco principale. C’era poi quello con le rare biciclette che venivano usate a turno. Si giocava anche con i cerchi delle biciclette senza il copertone e con i trampoli di legno. Non mancavano i giochi collettivi come le sfide tra Indiani e Cowboy. Le armi erano costruite da bambini: fucili, pistole e archi. Facevano le capanne con i legni e le frasche. Si imitavano i personaggi dei fumetti del “Monello” e dell’“Intrepido”. Quando non era possibile giocare all’aria aperta perché era brutto tempo si riunivano e giocavano a boccino, sassolino, campana, quattro cantoni ecc. D’inverno con la neve si giocava con sci rudimentali, si giocava a pallate di neve e si facevano grossi pupazzi. Quando era troppo freddo o pioveva si riunivano intorno al focolare, stufe e caldani a parlare di storie paurose di mostri immaginari. Si divertivano tanto in compagnia.

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Bambole di pezza giochi nell’aia, giocattoli di un tempo lontano

di Samanta Buscioni

 

In questi giorni di vacanza sono andata con la nonna a trovare una persona speciale, la mamma della mia nonna (o nonna “bis”, come la chiamo io) e visto l’arrivo di Babbo Natale e Befana a seguire le ho chiesto quali doni riceveva lei da bambina e quali giochi aveva.

Sicuramente i nostri nonni non avevano tanta tecnologia e tanti giocattoli come ne abbiamo noi oggi, anzi i più possedevano un solo giocattolo.

Le bambine avevano le bambole di pezza che venivano ritagliate da vecchie lenzuola e imbottite con lana di pecora, pezzettini di stoffa o erba essiccata. Due vecchi bottoni servivano per gli occhi mentre naso e bocca venivano disegnati con il carbone o, se si era “benestante”, ricamati con fili colorati. Gli abiti, rigorosamente fatti a mano venivano cuciti dalle nonne, mamme e qualche volta dalle stesse bambine, usando cose che potevano permettersi; oggi io a casa ho una bambola grande, con capelli dorati che profuma di vaniglia…..

Per i maschietti erano di gran moda archi e fucilini costruiti con il legno, un po’ di spago e un tappo di sughero.

Avevano però una grande ricchezza: avevano tanti amici, anche di diversa età con cui giocare all’aperto e tutti potevano partecipare al gioco.

E di giochi da fare in tanti all’aria aperta ne sono stati inventati veramente molti, basta pensare al classico nascondino, ai quattro cantoni, 1/2/3 stella, strega comanda colore, salto alla corda, giochi che tutti noi conosciamo anche oggi, per non parlare della pista per le biglie che noi bambini moderni oggi facciamo in spiaggia al mare con le palline di plastica, mentre allora usavano le biglie di vetro.

Ci sono poi i giochi che sono un po’ meno conosciuti e che forse solo chi ha una nonna “bis” come me ne ha sentito parlare, come ad esempio alla larga, alla stretta.

Come si gioca?

Semplicemente un bambino dirige il gioco recitando la filastrocca, tutti gli altri seguono compiendo i movimenti da lui indicati; il tutto saltellando senza mai fermarsi.

Curiosi di sapere il testo della filastrocca? Vi accontento subito:

ALLA LARGA

ALLA STRETTA

E

PINOCCHIO

IN

BICICLETTA

ALLA PI

ALLA PO

E

PINOCCHIO

RUZZOLÓ

Un altro gioco molto praticato era palla a muro, dove cantando delle filastrocche la palla veniva lanciata contro il muro, ripresa e così via, finché non cadeva, per un errore, a terra.

Erano molti i giochi che potevano fare con poche cose e tanta voglia di giocare e soprattutto di stare tutti insieme, non mancavano i litigi, ma poi si tornava a giocare e a fare anche scherzi, stando attenti poi alle varie punizioni perché, come mi ha detto la mia nonna “bis”, i genitori di allora erano molto severi, pensate che prima i bambini davano ai propri genitori del voi o del lei. Come sono cambiati i tempi, vero?

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BAMBOLE DI PEZZA E GIOCHI NELL’AIA: GIOCATTOLI E DIVERTIMENTI DI UN TEMPO LONTANO “

di Emma Biondi

I nostri nonni da piccoli giocavano diversamente da noi, ora possediamo ogni gioco che vogliamo, invece loro non avevano niente .

Le bambine giocavano con le bambole di coccio o di legno ma non erano divertenti come quelle di ora che si possono spogliare, pettinare ecc…… finché un giorno arrivò Cicciobello di gomma ma la mia nonna Manuela preferiva giocare con suo fratello agli indiani e suo padre le aveva insegnato come fare l’arco e le frecce con un ramo di nocciolo e uno spago .

Quando arrivava l’inverno stavano tutto il giorno sulla neve e andavano a chiedere i vassoi al bar ,quelli da birra rotondi , e li usavano come slitte e andavano come saette e si divertivano da matti. In primavera giocavano per lo più con la palla, un gioco che piaceva fare a mia nonna era quello di “palla a muovere” che si giocava con la palla contro un muro e si diceva una filastrocca che recitava così :

”A muovere , non muovere ,non ridere(cioè stare zitti non recitare la filastrocca), con un piè , con una mano ,a battere , zigo zago , violino ,un bacino ,tocco terra , tocco cuore ,angelo , madonna e girasole “. Se uno non riusciva a fare tutta la filastrocca senza far cader la palla passava la mano al compagno di gioco, altrimenti se ci riusciva passava al livello successivo, facendo il gioco ancora più difficile tipo tutto con un piede ecc.

D’estate giocavano a giochi da tavola, insomma giochi rilassanti, tipo carte , monopoli , ma anche a mosca cieca , nascondino , guardie e ladri, poi amavano fare capanne sugli alberi ,andare giù dalle discese con i carretti di legno , e pescare con le forchette nel fiume i broccioli, dei piccoli pesci che poi vendevano per guadagnarci . A mio nonno Dario d’estate piaceva andare a fare il bagno alle “culline al pozzo della sdrugola”, sul torrente Rio a Maresca, dove c’erano delle piscinette naturali formate dai sassi del fiume, dove l’acqua era calda .

Mio nonno Sandro mi ha raccontato che insieme ai maschi del paese facevano battaglie fra gli abitanti dei vari borghi di Maresca tipo Mulino Vecchio contro Case Biondi, Borgo Freddo contro Corniola (case alte) ecc, usando pigne , archi di legno,sassi ,fionde ecc… più o meno tutta roba che si trovava nel bosco ed a volte succedeva che prendevano in ostaggio qualche bambino della squadra avversaria ed a quel punto lo “torturavano” tipo facendogli bere intrugli di acqua e fiori come i piscialletto, che facevano diventare l’acqua gialla e amara, ma sempre senza farsi del male, solo per giocare.

Altri giochi di gruppo da fare fuori erano : Campana, forte colonna ,un gioco dove uno si metteva con la testa al muro e gli altri gli dovevano salire sopra e lui non doveva mai cadere e se cadeva toccava ad un altro ,rimpiattino (nascondino) , sbarba cipolle, dove alcuni bambini si siedono uno sopra l’altro e uno deve tirarli via tutti fino ad arrivare all’ultimo , poi c’è il salto alla corda . La mia nonna Anna insieme alla sue sorelle cantava con un mestolo al posto del microfono, e invece delle bambole aveva i fratelli minori da guardare e quindi giocava a “mamme” con loro per tutto il giorno.

Facendo un confronto tra i giochi di ora e quelli dei nostri nonni per me erano meglio quelli di prima perchè si svolgevano quasi tutti all’aperto ed in compagnia, adesso con i telefoni cellulari, tablet, televisione, video games, internet, possiamo anche giocare da soli e dentro casa, ma ci perdiamo il gusto di conoscere tanti amici e anche la natura dei nostri paesi, che sono circondati da boschi, attraversati da fiumi che noi conosciamo poco.

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Bambole di pezza e giochi nell’aia:

giocattoli e divertimenti di un tempo lontano

di Sofia Xhani

Un tempo, mia nonna albanese non aveva giocattoli come ora, quindi giocava a giochi semplici, in compagnia. Uno tra questi era “Onomana donomana’’, un gioco in cui si contano le dita delle mani cantilenando: “Onomana donomana, trieferi kanaferi, pesë pesë xhinaferi, urthi çiurthi, zingëlamanurthi, zëfëliçe këtë hiqe, fute në fur edhe piqe! “ In questo gioco, chi viene toccato per ultimo deve levare quel dito, vince quello a cui rimangono piú dita nel gioco. Mia nonna giocava anche a nascondino, acchiappino e altri giochi che si fanno anche oggi.

Un altro gioco di cui mi aveva parlato, che però io non ho mai provato, è “Loja e Shteteve”, il Gioco dei Paesi. Si disegnano quattro quadrati per terra e si dà ad ognuno il nome di un Paese, ad esempio Romania, Albania, Italia e Polonia. Il primo giocatore lancia un sasso ad occhi chiusi e salta sulla casella dove questo è caduto, cercando di indovinare il Paese. Se indovina, sta di nuovo a lui, altrimenti tocca a un altro giocatore.

Un gioco molto divertente che faccio sempre con la nonna s’intitola “Hapu kyçe, mos u hap!” Si gioca in due o più giocatori, mettendo i pugni uno sopra l’altro; un giocatore, che non li mette, deve cercare di aprire quelli dei suoi avversari, infilando il ditto dentro e ripetendo più volte: “hapu kyçe, mos u hap!”, cioè “apriti lucchetto, non aprirti!”, finché non glieli ha aperti.

Mia nonna giocava con sassolini, bastoncini e le dita delle mani; non abbiamo bisogno di tanti giochi per divertirci, basta stare in compagnia e avere fantasia!!!

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I GIOCHI DEI NONNI di Fabio Giuntoli

Quando mio nonno era piccolo, soldi e tecnologia non erano come quelle di ora, quindi anche giochi e giocattoli erano molto diversi. I giocattoli scarseggiavano ed erano oggetti molto semplici: palle, palloni, cerchietti, tamburelli, bicicletta, calcio balilla,tombola, carte e dama e in alcuni luoghi di ritrovo per ragazzi era disponibile il Monopoly. Venivano anche utilizzati come giocattoli, oggetti comuni come il fazzoletto, ( per giocare a bandierina), stecchi e pezzi di legno come spade, lance o frecce per il tiro a segno, infatti molti giochi erano di movimento e all’aperto.  Per questi divertimenti non c’era il bisogno di alcun giocattolo o oggetto particolare; per fare lo scivolo era sufficiente usare l’argine del fiume e i pantaloni corti, macchiati di verde e marrone facevano capire alla bisnonna che il nonno, aveva giocato a scivolare. Altri giochi erano le gare di corsa acchiappino, nascondino, braccio di ferro, lotta con le braccia, salire sugli alberi, saltare i fossetti, “indovina chi ti ha picchiato”, “acchiappanaso” e altri che il nonno non ricorda. I giochi al chiuso e da tavolo erano pochi. Mio nonno dice che i giochi di un tempo, erano quasi sempre fatti in compagnia di altri ragazzi o anche con gli adulti, ha detto che questo era molto utile per imparare a crescere e a stare insieme agli altri. Nonno mi dice sempre che un oggetto comune che tutti hanno, può essere utilizzato per fare diversi giochi; il fazzoletto, appunto, può diventare: una bandierina, una bandana per fare il pirata, una benda per giocare a mosca cieca, oppure una bandana per fare il bandito o per nascondere gli oggetti e indovinare cosa sono.

 

Bambole di pezza e giochi nell’aia e divertimenti di un tempo lontano”

di Chiara Martinelli

Ai tempi di mia nonna, non c’erano i giochi di oggi.

Quindi se li costruivano da soli; ad esempio mia nonna aveva delle bambole e lei si divertiva a giocarci, anche se ci giocava da sola perché era un po’ lontana dal paese.

Mia nonna  si  divertiva così  non  avendo  la  casa  per  le  bambole  andava nell’aia,  prendeva  un  panchetto  ci  metteva  qualche  pezzo     di    stoffa  e  ci  faceva  il  letto.         

Andava  nei  campi  e  raccoglieva erba, fiori  e  ci  faceva  da  mangiare.

Una  sera  come  tutte  le  altre  dopo  aver  mangiato  andarono  a  letto, la  mamma  della  mia  nonna  spense  tutte  le  luci  e  si  misero  a  dormire,  durante  la  notte   sentirono   dei  rumori  e  impauriti   rimasero  a letto. La notte  passò,  era  giorno  nonna  suo  fratello  e  sua  mamma  si  alzarono,  andarono  a  fare  colazione  e  si  vestirono,   dopo  andarono   a  vedere  cosa  era  successo   fuori. Nella stalla era tutto a posto, mia nonna impaurita andò nell’aia e trovò tutto distrutto,piangendo tornò a casa e gli raccontò cosa era successo nell’aia,suo fratello triste gli disse: ”Non ti preoccupare,ti aiuterò io a risistemare tutto”, mia nonna rispose: ”Grazie!”.

Dopo una settimana di lavoro l’aia era come nuova, quel giorno erano tutti contenti perché tornò anche il babbo dalla Svizzera: che era andato per lavoro. Quando vide cosa avevano fatto i due bambini e da cosa gli avevano raccontato, entrambi i genitori erano molto orgogliosi di mia nonna e suo fratello, perché se avevano bisogno tutti e due erano disponibili ad aiutarsi.

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BAMBOLE DI PEZZA E GIOCHI NELL’AIA: GIOCATTOLI E DIVERTIMENTI DI UN TEMPO LONTANO

di Rachele Bicocchi

I miei nonni Renzo e Oriella sono nati e cresciuti in un paesino della Montagna Pistoiese chiamato Casa di Monte. Sono stati piccoli in un periodo di povertà, quando per giocare bastava veramente poco, non come oggi, che noi bambini ci annoiamo con tutto e quello che abbiamo non ci basta mai! Le bambine ad esempio si divertivano a confezionare bambole di pezza, cucite con le loro mani, si facevano dare delle lenzuola vecchie dalle loro mamme ci disegnavano la sagoma della bambola, la ritagliavano e la cucivano imbottendola con la lana tosata dalle loro pecore, come occhi usavano dei vecchi bottoni, per i capelli altra lana e la bocca era ricamata con il filo rosso. La mia nonna si divertiva anche a confezionare degli abitini graziosi per la sua bambola.

Un altro gioco che si divertivano a fare quando si riunivano tutti assieme lo chiamavano”ci bè zuppalo nel caffè”; per fare questo gioco occorrevano 2 bastoncini, uno veniva messo a cavalcioni ad un sasso e con l’altro ci si batteva sopra per farlo volare in aria, vinceva chi lo lanciava più lontano.

Un altro gioco era “treppio” che consisteva nel prendere dei sassolini lanciarli in aria con il palmo della mano e riprenderli con il dorso della stessa, anche qui vinceva chi riusciva a riprenderne il più possibile.

La sera i bimbi si riunivano nei metati dove si seccavano le castagne e, accoccolati intorno al fuoco, si raccontavano storie e storielle di vita vissuta, visto che con loro si riunivano anche le nonne raccontando le loro esperienze in tempo di guerra.

Mio nonno invece si divertiva a giocare con il cerchio di una bicicletta (senza la gomma) e un bastone, con il quale spingeva il cerchio lungo la strada: anche in questo caso c’era un vincitore ed era quel bambino che arrivava più lontano senza far mai cadere il cerchio.

I bimbi di quei tempi si divertivano anche a ballare nelle piazze e ogni occasione di incontro era sempre una gioia, un divertimento e un’occasione per stare insieme.

Un gioco che facevano i miei nonni e che è stato tramandato fino ai giorni nostri è il gioco della ”campana” che consiste nel disegnare per terra una specie di campana suddivisa in quadri numerati da 1 a 10 sui quali viene lanciato un sassolino che deve essere raccolto dal giocatore saltando nei quadri con un piede solo.

Noi bambini di oggi dovremmo imparare dai bambini di quel tempo passato quando non importava quanti giochi avevi, se erano alla moda o tecnologici, bastava solo stare INSIEME!

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Bambole di pezza e giochi nell’aia: giocattoli e divertimenti di un tempo lontano

di Nadia

Ieri ho chiesto ai miei nonni quali giochi facevano quando erano piccoli, ma siccome non avevano tante cose i loro giochi erano semplici, eccone alcuni raccontati da loro.

Un gioco era quello del tappino. Con il gesso o con un pezzetto di mattone si disegnava una pista in terra, che doveva avere tante curve, si disegnava anche la linea della partenza e quella dell’arrivo. Poi a turno, ogni bambino prendeva un tappino da bottiglia e pizzicandolo con le dita cercava, senza farlo uscire dalla pista, di farlo arrivare per primo al traguardo.

Un altro gioco era quello di arrampicarsi sulle piante. Avevamo un grande parco vicino, che era recintato da un grande muraglione che lo circondava tutto. Giocavamo ad entrarci di soppiatto scavalcando il muraglione, ed una volta dentro si divertivano ad arrampicarsi in cima a dei grossi abeti da dove si vedeva un bel panorama del paese.

Poi giocavano a calcio, ma siccome non si trovavano i palloni di plastica come adesso, giocavano con una palla ricavata dal cartone pressato e legato stretto stretto con uno spago. Quando la palla era pronta se la tiravano e ci giocavano per strada.

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I giochi dei nostri nonni

di Lorenzo Agostini

Oggi è una giornata piovosa, e vi voglio raccontare cosa faceva la mia nonna Rosanna quando era piccola.

Sono qui al tavolo di cucina con la mia nonna accanto a me che mi racconta…………

Ai suoi tempi ,non c’erano molti giochi e quindi i bambini si divertivano ad inventarsi giochi anche con nulla,la mia nonna mi ha raccontato che passava tanto tempo a giocare con due pentoline di rame facendo finta di giocare a mamme oppure a “signore”.

La mia nonna aveva la fortuna di avere il babbo falegname che gli faceva giochi di legno ad esempio:

una carrozzina verniciata di azzurro che la mia nonna oltre a tenerci le bambole ci teneva un gattino di nome Pippo Rosso, poi gli aveva fatto un tavolino con le seggioline per le bambole e una poltroncina,che ancora oggi la tiene per ricordo,dove si sedeva lei quando giocava a mamme e “signore”,le aveva fatto anche un piccolo taglierino e una piccola spianatoia di legno e quando la sua mamma faceva la pasta anche lei si metteva li vicino e spianava.

La mia nonna aveva due bambolotti di celluloide che mi ha fatto vedere e le chiamava Patatina e Gigetto.

Questi erano i giochi “invernali”,poi quando arrivava il tempo bello tutti nell’aia a giocare all’aria aperta…, e questo era uguale anche per il mio nonno che abitava a Lucca.

I giochi erano questi:

Il gioco della campana,con un pezzettino di mattone, disegnavano dei quadrati con dentro dei numeri e buttandoci sopra un sassolino dovevano saltare dentro ai quadrati fino a riprenderlo, senza pestare i contorni, poi giocavano a nascondino, a palla, alle belle statuine, al gioco dei quattro cantoni, ad acchiappino e poi senza che mamma Natalina lo sapesse, faceva la bambina un po’ disubbidiente e andava insieme ai suoi amici lungo il fiume Maresca saltando da un sasso all’altro.

Un giorno,insieme ad una sua amica di nome Sara sotto il ponte di Borgo Freddo,in un punto dove l’acqua era molto alta e i sassi scivolosi, saltando da un sasso all’altro scivolarono dentro l’acqua facendo un bel bagno, e la mamma della Sara accese la stufa a legna per farle asciugare dopo aver fatto una bella brontolata e forse anche qualche sculaccione.

Un altro divertimento spericolato della mia nonna era quello di andare ai pozzi lavatoi e fare l’altalena aggrappandosi al filo dove le donne mettevano a sgocciolare i panni che erano stati appena lavati.

La mia nonna Rosanna e il mio nonno Celso mi dicono sempre: “ ai miei tempi non c’erano tutti i giochi che avete oggi,ma eravamo più contenti e si apprezzavano molto di più tutte le cose”, ai miei tempi…… quando ero piccino io……., quando io ero piccola come te……., ai nostri tempi…….

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I giochi dei nostri nonni

di Vittoria Gargini

 

L’anno scorso, quando era andata via la luce e la corrente, non c’era altro da fare che stare davanti al
camino con una cioccolata calda e sette coperte!!
Mentre ci riscaldavamo ho chiesto a mia nonna a che giocava quando era piccola e lei ha iniziato a
raccontare: <<Quando ero piccola, costruivo le bambole con la lana e il cotone, i maschi con i
tappini delle bibite giocavano a calcino, poi giocavamo a nascondino, saltavamo la corda,
giocavamo a campana, costruivamoi fortini, le dighe e pescavamo le trote>>.
Quando mia nonna ha finito il racconto mi sembrava un p’ò troppo noioso! Così sono andata a letto;
mi sono svegliata il giorno dopo, non c’era eletricità quindi non potevo guardare la televisione e
giocare alla Wii, allora mi è venuto in mente di giocare ai giochi vecchi di mia nonna, ho chiamato
subito i miei amici.
Quando ci siamo trovati abbiamo iniziato a costruire le bambole di pezza con scarti di vestiti, lana e
cotone, mentre i maschi giocavano a calcino con i tappi di bottiglia. Poi abbiamo preso un gessetto
e abbiamo disegnato la griglia per giocare a campana, all’inizio non mi riusciva, poi ho capito come
giocare. Abbiamo preso la corda e uno per uno la saltavamo: io ho fatto ventuno salti!!
Poi tutti insieme siamo andati nel bosco e abbiamo costruito un villaggio con fortini, pozze d’acqua
da cui prendevamo le trote e sembrava un vero villaggio. Insomma ho fatto tutti i giochi di mia
nonna che sembravano noiosi ma non lo erano; ma alla fine del divertimento mi è successa una cosa
strana: mi sono svegliata, era tutto un sogno!
La mattina è tornata la corrente, ma siccome i giochi di mia nonna sono più divertenti di quelli
moderni, sono andata fuori a giocare e mi sono divertita tanto!!!

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I giochi dei nonni

di Ginevra Sartori

Un giorno di dicembre, dopo aver pranzato, sono andata insieme a mio nonno ed a mia nonna a fare una passeggiata nel bosco.

Dopo un po’ che camminavamo iniziò a piovere. Allora per non bagnarci, ci siamo riparati dentro un casolare abbandonato. Mio nonno per scaldarci ha acceso subito il fuoco nel camino e, mentre ci asciugavamo, mia nonna mi disse di come erano cambiati i tempi da quando lei era bambina. Io allora chiesi di raccontarmi i giochi che facevano da piccoli; mio nonno allora iniziò a raccontare che lui da piccolo giocava insieme ai suoi amici a fare le gare per le strade sterrate con un cerchione di una vecchia bicicletta, che doveva essere tenuto dritto e guidato con un ferretto.

Un altro passatempo che amava molto era andare a pesca di “broccioli” (piccoli pesci) nel fiume, per pescarli bisognava entrare nell’acqua fino alle ginocchia ed usare una vecchia forchetta da cucina. Un altro gioco molto di moda a quel tempo era giocare a calcio in un vecchio campo, che ora non c’è più, ed usare come palla qualsiasi cosa rotolasse. I regali delle feste a quei tempi erano pochi, ad esempio un trenino di legno o di latta oppure un soldato a cavallo. Il gioco preferito di mio nonno non era uno solo ma tanti, come ad esempio nascondino, acchiappino e tirare a qualsiasi cosa con la fionda.

Mia nonna invece preferiva giocare a mamme con delle bambole di pezza, che venivano fatte dalle mamme, se il tempo era bello giocava con le sue amiche a campana (gioco svolto disegnando una griglia in terra con del gesso, bisognava saltare all’interno della griglia senza toccare i bordi), a nascondino oppure a saltare la corda.

Poi mio nonno mi ha detto che giocavano anche se il tempo era brutto, bastava una piccola idea per creare un giocattolo fai da te; inoltre un po’ dispiaciuto mi ha detto che tutti questi giochi nel tempo si sono persi e sono stati dimenticati.

Io sono rimasta molto incuriosita ed affascinata da questi giochi, soprattutto mi sono accorta che non ci voleva molto per essere felice e giocare, bastava qualcosa di semplice e di bello per avere la scusa di giocare. Mi sono resa conto che i bambini passavano tanto tempo tra di loro giocando spensierati e felici.

Intanto fuori aveva smesso di piovere, quindi ci siamo incamminati per il bosco in direzione di casa, con la promessa dentro me stessa di trascorrere un po’ più di tempo ad ascoltare le storie dei miei nonni.

Ah, dimenticavo…, appena siamo arrivati a casa sono corsa in soffitta insieme ai miei nonni e da un baule impolverato mia nonna ha tirato fuori una bambola di pezza fatta da sua madre, non è come le bambole di oggi tutte di plastica, ma io mi sono innamorata di questo giocattolo e lo conservo gelosamente insieme ai miei giochi preferiti.

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Bambole di pezza…
di Amelia 

La mia nonna Roberta mi racconta con cosa si divertiva da piccola:

a giocare a nascondino, a campana e a calcio perché bambole e giocattoli non ne avevano, ma il suo gioco preferito era andare a suonare i campanelli le sere d estate.

Una sera lei e le sue amiche sono andate a suonare il campanello del sindaco, non fecero in tempo a scappare che le chiamò in casa.

Gli fece un bel rimprovero con voce molto seria, dopo qualche minuto di silenzio imbarazzante fece una gran risata e gli disse che lui era giovane ma se andavano dalle persone anziane si potevano impaurire gli fece promettere che non lo facessero più.

Non è stata proprio una promessa perché la sera dopo erano di nuovo in pista.

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Bambole di pezza e giochi nell’aria: giocattoli e divertimenti di un tempo lontano

di Alessio Cinotti

I giochi di una volta erano diversi da quelli del nostro tempo, i nostri nonni si divertivano con poco, se avevano un fiume vicino lanciavano i sassi e li facevano rimbalzare.

Si mettevano in tondo e facevano il girotondo, giocavano con i tappi delle bottiglie , giocavano a campana, con i rocchetti del filo di cotone, a pallone e a mosca cieca.

Sapevano costruirsi una cerbottana o un fischietto, giocavano a correre nei sacchi o al tiro alla fune.

C’era anche l’albero della cuccagna, ruba bandiera e quando arrivava un circo, anche se piccolo, era una festa.

C’erano anche giochi che ci sono ora come: nascondino, l’altalena, l’aquilone, le biglie e la slitta,

anche se noi abbiamo il bob.

I giochi si facevano spesso per strada, ora fuori ci stiamo proprio poco, ci muoviamo poco e stiamo troppo davanti alla tv e al computer.

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BAMBOLE DI PEZZAE GIOCHI NELL’AIA : GIOCATTOLI E DIVERTIMENTI DI ALTRI
TEMPI     di Giulia Tremolini

Ai tempi di mia nonna, quando era piccola, andava a scuola a piedi e nelle classi insegnava una sola
maestra, se i bambini non si comportavano bene, la maestra gli dava le bacchetate nelle mani e non c’era neanche la ricreazione.
Nel pomeriggio, dopo aver fatto i compiti e le faccende di casa, potevano giocare con altri bambini a mosca cieca, al salto con la corda, a giro giro tondo e al gioco dello schiaffo.

Quando era sola giocava con l’unica bambola, fatta di pezza cucita da sua nonna.

“Bambole di pezza e giochi nell’aia”
Giocattoli e divertimenti di un tempo lontano

di Agata Bartolomei Ducci

Mia nonna da bambina giocava con una bambola di stoffa che gli aveva fatto la sua mamma. La bambola aveva i capelli di lana e era vestita con un vestitino fatto a maglia.
Poi giocavano anche a acchiappino, alle belle statuine, a campana, a rimpiattino e a palla dorata. Si giocava tirando la palla contro un muro dicendo una filastrocca: “palla dorata, dove sei stata, dalla nonnina, cosa ti ha dato, una pallina, falla vedere, eccola qua!” e si doveva parare la palla con la gonna.
La nonna aveva anche un triciclo, con cui un giorno fece un bel capitombolo, e anche una bicicletta rosa.

 

Bambole di pezza e giochi nell’aia: giocattoli e divertimenti di un tempo lontano       

di Jonathan Casella                                                                                                                                                                           

Davanti a casa, seduta su uno scalino, la nonna giocava da sola con tazze e piattini di terra cotta improvvisandosi cuoca, mentre con le amiche a rimpiattino e a palla prigioniera; passava però la maggior parte del tempo con la sua mamma ascoltando alla radio le novelle, le commedie del tempo e le notizie sulla guerra. Il nonno invece si divertiva con i cerchi della biciclette,con il pallone fatto di stoffa e con l’altalena attaccata al noce; ma anche il suo tempo era dedicato ad aiutare il suo babbo a lavorare, mattone su mattone, tante fatiche già da bambino per la famiglia. 

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GIOCATTOLI E DIVERTIMENTI DI UN TEMPO LONTANO

di Antonio Vivarelli

Oggi ho chiesto al mio babbo quali erano i giochi e i divertimenti di tanto tempo fa, cioè quelli con cui passavano il tempo e si divertivano i miei nonni e anche i miei genitori. Un gioco molto popolare era la campana che consisteva nel disegnare in terra sei quadrati con dei numeri dentro dove bisognava saltarci dentro con un piede. Altri giochi molto antichi erano: il tiro alla fune, la mosca cieca, il salto della corda, “sbarbacipolla”, nascondino. Altri giochi più recenti erano: per le bambine le bambole, mentre per i maschi c’ erano i soldatini, big Jim, le biglie, camion con le ruspe, e i carretti e le biciclette
Per i più fortunati. Un altro gioco con cui il mio babbo e i suoi amici  si divertivano molto era il Subbuteo, dove si facevano dei tornei molto agguerriti. Anche la pista elettrica delle macchine e il trenino elettrico hanno fatto giocare tanti bambini per molte generazioni. Secondo il mio babbo i bambini di una volta si divertivano molto di più di quelli di adesso, perché avevano meno giochi ma molto più  educativi, semplici e all’ aria aperta.
I giochi dei nonni
di Dario Gargini
RACCONTO
Tanto tempo fa non c’erano i giochi di ora tipo Play Station,Wii eccetera.
Così i miei nonni ed i loro amici si ritrovavano a giocare in piazza di Maresca.
Le femmine si costruivano le bambole: usavano la stoffa avanzata per i vestiti e per i capelli
usavano la lana.
E così gicavano con le bambole di pezza.
Invece i maschi giocavano a calcio con i palloni fatti di stoffa, anche io ne ho uno fatto dalla mia bis
nonna e lo uso in casa per non rompere nulla !
Poi insieme giocavano a nascondino per i borghi e sotto il ponte.
Dopo aver giocato facevano merenda e poi andavano tutti a casa .
Anche a noi oggi garba fare i giochi dei nostri nonni.

 

Il testo di Andrea Petrolini:

 

 

 

 

Buon 2016! Pensieri in qua e là dal passato recente

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Abbiamo riprodotto per i biglietti d’auguri opere del Rinascimento italiano

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Per personalizzare i calendari ogni bambino ha scelto di copiare alcune opere d’arte che più gli piacevano.

I bambini, insieme ai genitori, hanno pensato all’anno appena conclusosi e ricordato alcuni fatti che li hanno particolarmente colpiti… 5W, titoli,… Piccoli giornalisti in azione!!!

Un BUON 2016 in tutte, o quasi, le lingue del mondo

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An Nou fericit! La mulți ani!

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Gëzuar Vitin e Ri!

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¡Próspero año nuevo!

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Happy new year!

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Gennaio 2016

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ATTENTATO ALLA SEDE DI CHARLIE HEBDO A PARIGI

L’attentato alla sede di Charlie Hebdo è stato un attacco da parte del terrorismo islamico avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi. Nell’attentato sono morte dodici persone e 11 sono i feriti.

Questo attentato è uno col maggior numero di vittime dopo quello del 13 novembre 2015 al teatro Bataclan, allo Stade de France e ai tre ristoranti, in cui hanno trovato la morte ben 130 persone.

Dopo il primo attentato, il 9 gennaio un complice dell’attentato si è rifugiato dentro un supermercato a Porte De Vincennes, prendendo alcuni ostaggi e uccidendo 4 persone.  Durante altri attentati sono morte 8 persone portando così il totale a 20 vittime.

Intorno alle 11.30 del 7 gennaio due persone mascherate e armate AK-47 (fucile automatico) hanno abbligato la disegnatrice Corinne Rey a mettere il codice per entrare nella sede di Charlie Hebdo. Una volta entrati hanno iniziato a sparare contro i dipendenti, gridando in lingua araba Allah è grande (Allāhu Akbar) e ammazzando 12 persone.

Subito dopo sono saliti e scappati a bordo di una citroen C3 dopo aver ucciso Franck Brinsolaro , al Boulevard Richard Lenoir hanno incontrato la polizia sparandogli contro e uccidendo un poliziotto.

Le vittime dell’attentato sono diciassette:

dodici persone sono morte il 7 gennaio nella redazione e nei dintorni e sono:

Stèphane Charbonnier (charb) direttore e disegnatore del Charlie Hebdo;

Jean Cabut (Cabu), vignettista;

Georges Wolinski,  vignettista ;

Bernard Verlhac (Tignous), vignettista ;

Philippe Honorè, vignettista ;

Mustapha Ourrad, curatore editoriale;

Elsa Cayat, psichiatra e giornalista;

Bernard  Maris, economista professore all’Università di Parigi;

Ahmed Merabet, agente di polizia in servizio nell’XI arrondissement di Parigi;

Franck Brinsolaro, ufficiale del servizio di protezione guardia del corpo di Charb.

Gli autori della strage sono i fratelli Said Kouachi e Chérif Kouachi, jihadisti franco-algerini di Gennevilliers. Un terzo uomo Hamyd Mourad, è stato inizialmente sospettato di aver aiutato i fratelli Kouachi, ma si è subito consegnato alla polizia, aveva un alibi. Anche una giovane è stata indiziata di aver partecipato alle azioni, quanto meno nell’affiancare e aiutare i compagni.

Ginevra

 

ATTENTATO ALLA SEDE  DI CHARLIE HEBDO

L’attentato è stato un attacco terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015 contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, sono morte 12 persone e 11 sono rimaste ferite.
Intorno alle 11.30 del mattino, due uomini mascherati e armati sono entrati negli uffici del giornale e minacciando la disegnatrice, tenuta in ostaggio e poi rilasciata, le hanno fatto digitare il codice per entrare nella sede.
Hanno poi aperto il fuoco contro i dipendenti, gridando in lingua araba e causando la morte di dodici vittime.
Poi sono fuggiti uccidendo un poliziotto addetto alla sicurezza del giornale, si sono imbattuti con un veicolo della polizia uccidendo con un colpo alla testa un poliziotto, hanno poi rubato un veicolo ad un civile dicendo di essere due terroristi della cellula di Al Qaeda.
Dopo l’attacco lo scrittore del giornale è stato posto sotto la protezione della polizia mentre la casa editrice è stata evacuata per sicurezza.
Due giorni dopo, a seguito di una sparatoria i due terroristi, due fratelli sono stati uccisi durante l’irruzione in una tipografia dove si erano barricati.

ALESSIO G

Febrero 2016

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Una scoperta importante

Tra le 10 scoperte scientifiche più importanti del 2015 secondo la rivista Scienze c’è la creazione del primo vaccino efficace contro il virus Ebola.

Testato su oltre quattromila persone nella Guinea Concry, uno dei paesi in cui il contagio è stato più alto, la copertura massiccia è  stata ottenuta adottando una strategia “ad anello”.

A essere vaccinati sono state le persone a contatto con quelle che avevano appena ricevuto una diagnosi di infezione da virus ebola (trattate anch’esse).

Risultato : 100% di efficacia.Sorridente

GIOELE

March 2016

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La ”Grande Tempesta”

Nella notte tra il 5 e 6 marzo 2015, la Toscana è stata colpita da un evento eccezionale; ci sono state delle raffiche di vento anche superiori ai 160 Km/h. Queste raffiche sono state provocate dall’aria fredda che era sul Mediterraneo e che ha creato una zona di bassa pressione sul Mar Tirreno.

Si parla di questo evento come fosse un “Uragano”.

Le raffiche di vento hanno provocato diversi danni. Il vento ha abbattuto diversi alberi secolari,

le linee elettriche sono andate in tilt, si parla di circa 80.000 famiglie al buio.

Per gli alberi caduti molte strade, come la superstrada FIRENZE-PISA-LIVORNO e l’autostrada A12

sono rimaste bloccate. Le reti ferroviarie hanno funzionato a singhiozzo, specialmente la linea

PRATO-PISTOIA-VIAREGGIO, PISTOIA-FIRENZE, PISTOIA-PORRETTA, anche SIENA-GROSSETO a causa delle piante cadute sui binari. Altri danni sono stati causati ad abitazioni, ma soprattutto

Alle scuole con danni ai tetti. Ci sono stati danni all’ agricoltura (Serre, stalle, vigneti, alberi da frutto). Ci sono stati ingenti danni anche ai vivai nel Pistoiese. Questa calamità naturale ha causato la morte di un uomo e almeno 10 feriti.

La regione Toscana ha chiesto lo stato di calamità naturale.

Anche nella zona in cui vivo cioè la MONTAGNA PISTOIESE abbiamo avuto diversi danni, come la caduta di piante mancanza di elettricità linee telefoniche in tilt.

Ciò ci deve insegnare ad aver più rispetto della natura.

Samuele

April 2016

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TERREMOTO DEL NEPAL
Il venticinque aprile del 2015 alle 11:56 in Nepal, ci sono state due forti scosse di terremoto di 7.9 e
di 6.6, ma i sismologi sostengono che la prima è stata di 8.1, è stata causata dalla placca Asiatica,
che si è mossa causando i terremoti.
Le scosse hanno raso al suolo la città di Katmandù, causando molte vittime oltre 8.000, le scosse
sono arrivate anche sull’Everest, ed hanno provocato una valanga di neve con diciotto vittime tra gli
alpini. Il terremoto ha distrutto molti monumenti storici e metà della popolazione è rimasta senza
una casa. I terremoti si sono fatti sentire anche nei paesi più vicini: provocando almeno ventiquattro
vittime in India, undici in Tibet e due in Bangladesh.
Vittoria

Maggio 2016

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   Al  via  il  sogno  di  EXPO  2015  

 EXPO  2015

RENZI ha affermato: “Oggi  inizia  il  domani”

A  Milano  sono arrivati  turisti   da  tutti  i  luoghi  del  mondo per l’EXPO.
Il  tema  dell’EXPO  era nutrire gli  abitanti  di  tutto  il mondo.
Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto gli auguri alla manifestazione.
Alle  10  di  mattina  del  giorno  1  Maggio
sono  stati  aperti  i  cancelli .
Il blitz  del centro  sociale  “Fornace”  e  del  movimento  NOEXPO “ha   accolto”
i primi   visitatori .
E’ stato un  appuntamento  che  ha segnato  l’ Italia  per  tutto  il  2015.
Chiara M
.

Junio 2016

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Luglio 2016

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August 2016

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Settembre 2016

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Octubre 2016

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ALIMENTAZIONE E FAME NEL MONDO I TEMI DI QUESTA EDIZIONE

EXPO MILANO 2015: ITALIA AL CENTRO DEL MONDO PER SEI MESI

137 PADIGLIONI, OLTRE 21000 VISITATORI, AFFLUENZA OLTRE OGNI ASPETTATIVA PER UN EVENTO CHE HA SCRITTO UNA PAGINA IMPORTANTE DELLA NOSTRA STORIA

Expo 2015 Italia, è stata l’esposizione universale che si è svolta a Milano dal primo maggio al trentuno ottobre 2015. Milano era già stata scelta per l’ esposizione internazionale del 1906, detta anche esposizione internazionale del Sempione che aveva come tema i trasporti.

Il tema scelto per questa edizione è stato: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Gli argomenti trattati sono stati: le tecnologie, l’ innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività legati al settore dell’alimentazione e del cibo.

Si sono riuniti importanti politici di tutto il mondo ed esponenti di grandi associazioni che si occupano di questi temi, per cercare soluzioni a livello mondiale per rafforzare la quantità e la sicurezza dell’alimentazione, cioè la sicurezza di avere cibo a sufficienza per tutti e la certezza di mangiare cibo sano e di avere acqua potabile. E’ stata presente anche Michelle Obama, la moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America.

La cerimonia di apertura ufficiale si e` tenuta il primo maggio 2015 alle 12:00 presso l’ “Open air theatre”, un teatro all’ aperto costruito per l’occasione. E’ stata una cerimonia bellissima che e’ stata ripresa da molte tv ed anche da mia mamma e da Daniele che hanno lavorato per la pubblicità di Expo. Mi hanno raccontato che c’erano grandi personaggi del mondo della politica e dello spettacolo.

Ad Expo hanno partecipato 137 paesi, i padiglioni erano collegati da una lunga strada chiamata “world avenue” ed erano stati studiati in ogni particolare per renderli bellissimi e attirare visitatori.

I padiglioni più apprezzati e visitati sono stati:

-I l padiglione dell’Austria, dove avevano ricreato un bosco.

-Il padiglione della Svizzera, dove i visitatori potevano prendere dalle quattro torri costruite con mele, sale, caffè e acqua, tutto quello che volevano ma senza esagerare per non farne mancare a chi entrava dopo, un messaggio importante per come dobbiamo comportarci per migliorare il mondo e eliminare la fame.

-Il padiglione del Marocco, che spiegava benissimo le grandi differenze tra le varie zone del Marocco. Ad esempio all’ingresso era molto freddo per indicare la parte nord del Paese mentre all’uscita era caldissimo per ricordare il sud.

-Il padiglione del Giappone, ricco di effetti speciali.

-Il padiglione della Corea del Sud, che spiegava quali sono le nostre abitudini alimentari sbagliate con immagini di persone obese che mangiano cibi in scatola e persone che stanno bene mangiando più cibi sani, frutta e verdura.

-Il padiglione del Brasile, che ha fatto divertire tanti bambini che saltavano sulla grande rete sospesa sopra le piante tipiche brasiliane.

-Il padiglione degli Emirati Arabi, dove era stato ricreato un deserto.

-Il padiglione Zero, il primo padiglione per tutti quelli che arrivavano a Expo dall’entrata della metropolitana. Allinterno il visitatore faceva un viaggio attraverso la storia alimentare delluomo, dagli inizi a oggi. C’era anche una parete con tutti i principali semi del mondo.

Tra gli spazi espositivi erano stati realizzati giardini, fontane e opere d’ arte bellissime.

Per l’ evento di Expo 2015 è stato costruito “l’albero della vita”, un’opera alta 37 metri, costruita con acciaio e legno, situato nella “lake arena”e simbolo del padiglione Italia. L’opera e’ l’unica costruzione che non e’ stata smantellata alla fine di Expo ed ancora oggi e’ possibile ammirarla in tutta la sua bellezza.

Fuori da i padiglioni si sono svolte altre iniziative come: concerti, balli, circo, mostre e molte attrazioni che hanno richiamato tanto pubblico e l’attenzione della stampa internazionale.

Asia A

L’expo di Milano 2015

Oltre 20 milioni di visitatori, più di 150 paesi partecipanti e circa 5000 eventi realizzati in 184 giorni di esposizione; questi in sintesi i numeri di Expo Milano 2015

L’expo si è tenuto dal 1° Maggio al 31 Ottobre ed è stata una vetrina per i Paesi partecipanti, un contenitore di idee, esperienze e stimoli, una rassegna delle culture e dei popoli di tutto il mondo, un caleidoscopio di colori che ritraggono con vivacità il paesaggio globale, un paesaggio circondato da un enorme “polmone verde” per valorizzare la biodiversità, una cucina da cui emanano gli odori delle spezie e della frutta, della carne e dei fiori, un centro sperimentale dove si è discusso di innovazione e di nuove tecnologie, dove la ricerca scientifica al servizio dell’alimentazione è stata al centro delle discussioni dei più importanti esperti da tutto il mondo, un grande studio di architettura in cui si sono confrontate le menti più illuminate e le forme più avveniristiche.

Infatti, l’argomento dell’Expo è stato “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”, argomento per il quale sono state chiamate ad esprimersi scienza, tecnologia, tradizioni e creatività, sempre legate al tema dell’alimentazione e del cibo. Di conseguenza i temi trattati sono stati molteplici, ed incentrati sulle problematiche della fame nel mondo, eliminare la fame e la sete con e la conseguente mortalità infantile e la malnutrizione.

A questo si aggiungeranno le tematiche sulle malattie della nostra epoca quali l’obesità, patologie cardiovascolari, tumori, epidemie e tutto ciò che attornia la salute ed il benessere della persona.

L’area espositiva è stata organizzata come un’isola circondata da un canale d’acqua ed è stata strutturata secondo i due assi perpendicolari della World Avenue (decumano) e del “cardo”, ripresi dall’architettura delle città romane. Secondo un principio di uguaglianza, tutti i padiglioni nazionali si sono affacciati sul grande viale principale, lungo 1,5 km e largo 35 metri. Lungo il “cardo”, 325 metri di lunghezza per 35 metri di larghezza, sono invece organizzati i padiglioni delle Regioni e Province italiane. Alla confluenza dei due assi è stata creata una grande piazza (Piazza Italia) di 4.350 m². A nord del “cardo” è stato fatto sorge il Palazzo Italia, ovvero il padiglione del Paese organizzatore, affacciato sulla Lake Arena, un lago-arena di 98 metri di diametro.

Expo Milano 2015 ha attratto visitatori da tutto il mondo, diventando una meta obbligata per numerose istituzioni e celebrità di fama internazionale da Ban Ki-moon a Michelle Obama, da Angela Merkel a Vladimir Putin, da Giorgio Armani a Sharon Stone e tante altre ancora. Ma, il cuore dell’Esposizione sono stati i milioni di visitatori, italiani e stranieri, che per i sei mesi dell’Esposizione hanno contribuito a mettere Milano al centro del mondo. Cittadini, famiglie, studenti, che con la loro presenza hanno reso l’Esposizione il simbolo di una comunità internazionale.

Samanta

November 2016

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RIAPERTURA LINEA FERROVIARIA
Sabato 29 novembre 2015 alle ore 10.00 la locomotiva 741.120 l’unica macchina al mondo ancora funzionante con il sistema Franco-Crosti è andata a riaprire la ferrovia Porrettana interrotta dal 5 Gennaio 2015, quando una grossa frana ostruì il passaggio dei treni poco a sud della stazione di Corbezzi. Ci sono stati tante polemiche, tempi lunghi (11 mesi di chiusura ) e 2 milioni di euro spesi per risistemare un centiaio di metri di terra che si erano mossi e che impedivano ai convogli che collegavano Pistoia a Porretta Terme di potersi muovere regolarmente.
 Dietro alla locomotiva a vapore c’erano tre vagoni di tipo “Corbellini” con 200 posti complessivi esauriti: due a disposizione di turisti, curiosi e appassionati, il terzo per lo staff della Regione e i giornalisti. Non era stato possibile inserire altri vagoni perchè, fra la pendenza della linea ferroviaria e la potenza della locomotiva , si rischiava di dover tornare a Pistoia senza andare a Pracchia .
Il programma di quella giornata era intenso, perchè dopo il via da Pistoia, la prima sosta era a Piteccio alle ore 10:26, con la Pro Loco locale che ha accolto i viaggiatori con un’ abbondante colazione e poi c’era la visita alla sede del Gruppo Fedemodellistico Pistoiese.
Il treno è tornato a muoversi poco dopo le 11:00 ed alle 11:26 si è fermato a Sammommè dove invece c’era l’aperitivo, preparato dalla Pro Loco del posto, e la visita ad un’esposizione fotografica allestita proprio all’interno della piccola stazione.
Il treno è ripartito alle 11.50. Il tempo di attraversare la “Grande galleria dell’Appennino” è sbucato su uno dei tre binari della stazione di Pacchia.
Proprio in quel momento, dalla parte opposta, è sbucato il treno (anche questo a vapore)proveniente da Bologna che trasportava 350 persone.
Sono stati organizzati intrattenimenti musicali e nella stazione è stata allestita una mostra fotografica, i festeggiamenti sono durati fino alle 16:00 quando i due treni sono ripartiti per Pistoia e Bologna.
Chiara DS

Attentati in Francia

7 Gennaio 2015: a Parigi, in Francia, il secondo attentato alla sede di Charlie Hebdo, un settimanale satirico, causa 12 morti, fra cui alcuni noti fumettisti francesi.
13 novembre 2015: una serie di attacchi terroristici nel centro di Parigi, rivendicati dall’ I.s.i.s, causano 130 morti e oltre 300 feriti.
A meno di un anno dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo di nuovo un attentato!
Mi dispiace, avrei voluto parlare di un argomento più bello e leggero, ma è stato questo il fatto che mi è rimasto più impresso del 2015.
Sinceramente non ho ben capito le dinamiche di questi fatti di sangue, né perché o per come questi terroristi abbiano ucciso tanti innocenti.
Però ho impresso il panico e la paura nei volti delle persone.
Se penso che anche noi possiamo essere minacciati da questi attentati e un giorno potremo essere al posto dei francesi ho tanta paura!
Vorrei chiedere una sola cosa a chi commette queste stragi:

“PERCHÈ???”

Ambra

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Parigi sotto attacco

13 Novembre 2015: grave attentato nel cuore di Parigi

Ci sono stati decine di morti in una sala concerti, in pizzerie e ristoranti e sono stati presi anche degli ostaggi. I colpevoli sono i seguaci dello stato islamico che si vogliono vendicare degli attacchi che la Francia compie nei loro paesi.

Hanno sparato e si sono fatti esplodere con le cinture esplosive e hanno ucciso oltre 100 persone, hanno seminato il terrore anche fuori da uno stadio dove anche il presidente Hollande era spettatore.

Fra gli innocenti morti c’era anche una ragazza italiana di Venezia che era nel teatro insieme al fidanzato che si è finto morto per salvarsi.

I terroristi morti sono otto e uno è riuscito a scappare.

Su internet i terroristi islamici minacciano “Dopo Parigi,ora tocca a Roma, Londra e Washington.”

Alessio C.

Attentato a Parigi

Il fatto del 2015 che mi ha colpito di più,  è stato l’attentato avvenuto a Parigi il 13 novembre. Mi ricordo che quando l’ho sentito ho pensato subito che fosse stato un attacco da parte ISIS, avendo io capito che sono dei gruppi di persone armate che fanno queste cose. Ho avuto paura e ho pensato che sarebbero potuti venire anche in Italia! Questo attentato, diviso in più fasi e in diversi luoghi di Parigi, ha portato molte morti, circa 137 persone, 7 erano attentatori. Ci sono stati anche molti feriti circa 368, di cui 99 gravi. Tra i vari fatti accaduti quella sera, quello che mi ha colpito di più è stata la strage avvenuta al teatro Bataclan, dove, durante un concerto di una famosa band, sono stati presi in ostaggio gli spettatori e uccise 89 persone innocenti. Quella del teatro è stata definita la più grave e sanguinosa strage mai avvenuta dalla seconda guerra mondiale, a Parigi. In quei giorni, in tv, mi ricordo di aver visto diverse immagini di poliziotti che cercavano di capire come poter intervenire durante quei momenti di caos. Mi ricordo anche che molta gente, sui siti o in tv, nei giorni seguenti, per dimostrare la loro solidarietà,  metteva delle immagini come ad esempio, la bandiera francese, il simbolo della pace con la Tour Eiffel nel centro, la stessa torre con un nastro nero incrociato nella parte più stretta e ancora un occhio che piangeva con i colori della Francia. Secondo me questi fatti sono stati e sono, molto brutti e non si dovrebbero mai fare, contro nessuno!

Fabio

ATTENTATO AL TEATRO BATACLAN DI PARIGI

Il 13 novembre 2015 Parigi è stata attaccata dall’ISIS che ha organizzato numerose sparatorie in una zona centrale della città. L’attacco terroristico è stato il più grave per la Francia dopo la seconda guerra mondiale, oltretutto già a gennaio era stata attaccata, sempre dai terroristi islamici, presso la sede del giornale comico Charlie Hebdo.

L’attacco più grave è stato fatto al Teatro Bataclan, dove sono rimaste uccise 89 persone; tre terroristi sono entrati alle 21,40 mentre c’era un concerto hard rock del gruppo americano Eagles of Death Metal e hanno iniziato a sparare con i fucili sulla folla, prendendo in ostaggio un gruppo di persone. L’attacco è durato più di un’ora e solo dopo la mezzanotte i poliziotti sono riusciti ad entrare nel teatro trovando molte persone uccise, altre ferite, e pur di non farsi catturare due dei terroristi si sono fatti esplodere con una cintura esplosiva, mentre il terzo è stato ucciso dai poliziotti.

In tutto quella notte a Parigi sono state uccise 130 persone, in vari posti come il teatro,lo stadio, ed alcuni ristoranti; tra queste vittime c’era anche un’italiana, di nome Valeria Solesin, morta durante il concerto. Gente racconta che i terroristi erano a volto scoperto e tutti molto giovani, sotto i 25 anni: la cosa triste è che sia i terroristi che la maggior parte delle vittime erano tutti molto giovani, i terroristi erano giovani islamici europei, cresciuti a Parigi o in Belgio, e la cosa che mi fa rimanere male è la cattiveria che questi ragazzi hanno usato contro la propria gente.

Emma

Terrore a Parigi

13 Novembre 2015

Dal nostro inviato Andrea

8 attentati cambiano in 40 minuti la storia della Francia e dell’ intera Europa.

La sera di Parigi è mite, la Francia si prepara ad assistere all’ amichevole Francia- Germania in programma alle 21. I bar continuano ad avere i tavolini all’aperto, al “Bataclan” nel Boulevard Voltaire è in programma un concerto “Eagles Of Death Metal”.  A circa 20 minuti dall’ inizio del primo tempo un boato (scambiato per petardo ) si sente rimbombare nello stadio, in realtà è il primo kamikaze (ce ne saranno 2 a seminare il panico). Poco dopo ad un tavolo di una birreria, una bambina e sua madre vengono uccise a colpi di kalashnikov che, spostandosi da tutte le parti, fa altre 15 vittime. Al “Bataclan “ il concerto è cominciato , due ragazzi escono per fumare una sigaretta e vengono uccisi, poi 2 uomini entrano nel teatro e cominciano una strage, il gruppo che stava suonando, in quel momento, si rifugia dietro le quinte e si sentono solo grida e spari , alcuni fanno finta di essere morti, mente i terroristi, giovani , gridano vendetta , la confusione è totale: c’è chi si lancia dalla finestra , chi si appende ai cornicioni…

A mezzanotte gli ospedali di Parigi richiamano tutti i medici e riaprono i blocchi operatori, intanto al” Bataclan” esplode il piano superiore, 89 vittime .

I morti sono circa 133 di cui 109 al Bataclan.

Questo dimostra che questa crudeltà è inutile spero che la Francia non si butti giù, ma spero che combatta affinchè non si ripeta più

Da” il Corriere della sera”14 novembre 2015, rivisto da me

Dicembre 2016

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ABBRACCIO AL POPOLO DEI CARCERATI

UN GIORNO “LIBERI” A SAN PIETRO

da La Nazione del 08/12/2015

Sarà con i carcerati il grande segno finale del Giubileo. Papa Francesco è pronto ad accoglierli nella basilica di San Pietro il 6 Novembre 2016, a conclusione dell’Anno Santo straordinario in un incontro che avverrà per la prima volta nella storia, non solo dei giubilei.

La struttura vaticana regista del Giubileo sta lavorando fin dal primo giorno dell’annuncio lanciato da Francesco. L’incontro con il mondo delle carceri è infatti, uno dei desideri di Francesco da realizzare come segno concreto dell’anno della misericordia. Quello con i detenuti sarà un grande evento conclusivo del Giubileo in grado di fare un’autentica sintesi di tutto il cammino giubilare. “Il mio pensiero – ha scritto il Papa in una lettera – va anche ai carcerati che sperimentano la limitazione della loro libertà”. Il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una amnistia, destinata a coinvolgere tante persone. Così per volontà di Francesco, per la prima volta nelle cappelle delle carceri, i detenuti potranno ottenere l’indulgenza ed ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, “rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre”, il gesto avrà lo stesso valore del passaggio per la Porta Santa.

Giovanni

Niente Natale nel Brunei

Una notizia di qualche giorno, prima di Natale 2015, e precisamente del 22 dicembre,  diceva che il Sultano del Brunei vieta il Natale e incarcera, fino a 5 anni, chi lo festeggia.

Nel Brunei c’è la monarchia assoluta e il sultano ha deciso che i suoi sudditi non possono accendere candele, indossare abiti natalizi e celebrare la nascita di Gesù: pena, per chi non obbedisce, la prigione.
Secondo me non è giusto che si possa imporre queste cose e infatti sui social ci sono state notizie che anche i musulmani non erano d’accordo.
Speriamo che il Sultano ci ripensi ma ormai per il prossimo anno.
Amelia