Febbraio, 2015

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Paese che vai usanze che trovi, gesti, cibi abitudini

Lavorando in gruppo, impariamo a discutere, condividere, fare relazioni, organizzare schemi, fare brevi presentazioni…  

Sono stati proposti due testi. In uno sono descritti alcuni gesti che, pur essendo simili, hanno un altro significato in Paesi e popoli diversi, mentre nel secondo sono spiegati i vari modi di scrittura.

Se la comunicazione è problematica fra persone che condividono gli stessi gesti per affermare o negare, figuriamoci fra popoli in cui questi gesti vogliono dire l’esatto contrario!

 Ogni gruppo, dopo aver letto e discusso al suo interno, ha costruito il proprio schema, la propria scaletta per riferire e relazionare agli altri.

Complimenti a tutti, siete stati davvero bravi!

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Qualcuno prepara anche i foglietti per fare il “gobbo” ed aiutare la compagna che parlerà.

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Abbiamo iniziato a conoscere i libri che incontreremo il prossimo anno, letture più lunghe riflessioni da ragazzi più grandi.

Abbiamo anche letto alcuni racconti di autori di altri Paesi con le loro scritture e i loro alfabeti diversi dal nostro (il testo originale era a lato della traduzione in italiano)

Dalla Cina abbiamo visto gli ideogrammi; dall’Eritrea i caratteri dell’alfabeto tigrino; dall’Ucraina quelli dell’alfabeto cirillico; dall’Algeria abbiamo osservato i caratteri dell’alfabeto arabo…

Abbiamo letto che c’è chi scrive da destra a sinistra, in verticale da destra a sinistra, chi da sinistra a destra, chi in modo bidirezionale.

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Alcune lingue antiche, come l’etrusco e il latino arcaico, erano scritte una riga da destra a sinistra e l’altra da sinistra a destra. Questa scrittura si chiama bustrofedica perché si scrive come i buoi quando arano.

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Ogni gruppo si è preparato per parlarne agli altri.

Il brano cinese racconta della scrittura stessa

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Quello eritreo ci racconta della nascita e della vita di una bambina

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Il brano ucraino parla di un gioco che fanno i bambini molto simile alla nostra “Campana”

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Infine il racconto algerino narra di una scuola per donne

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Alla ricerca della rima… classe terza

Lo scorso anno abbiamo ricercato filastrocche popolari, ricche di rime.

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In questi giorni abbiamo provato a cercare le nostre  rime e a creare le prime filastrocche, un po’ “sciocche” ma divertenti!

Ecco i primi tentativi in gruppo!

Il supereroe

Il supereroe salva tutti,
quelli belli e quelli brutti.
Vola sempre, notte e dì,
ma si ferma il lunedì!
Il martedì va in vacanza
con sua moglie, donna Costanza.
Torna a casa il mercoledì
mentre il gallo fa: “Chicchirichì!”
Il giovedì vola in Germania
a trovare sua figlia Melania.
Il venerdì va al supermercato
a comprare un bel gelato,
mentre il sabato mattina
va a trovare la nonnina.
La domenica si riposa
felice e allegro con la sposa.
Nadia, Jonathan, Rachele, Sofia

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Filastrocca sciocca sciocca

Filastrocca sciocca sciocca

ci mangiamo l’albicocca.

La nonna fa i biscotti

e li fa tutti rotti.

Mentre il bambino va in bicicletta,

Mfelice saluta Elisabetta.

Nel prato gli uccellini cinguettano

e sulla grandine sgambettano.

Nel frattempo il verde cardo

punge dolorosamente Riccardo!

 

 

Filastrocca senza argomento

Filastrocca senza argomento

noi studiamo uno strumento;

 il bambino sbaglia l’acca

mentre un altro fa la cacca

c’è chi poi va in montagna

e trova una bella castagna!

 

Le frittelle magiche

In tavola ci sono le padelle

con dentro profumate frittelle,

se le prende tutte Andrea

per andare in pangea.

Quando arriva un bambino

prende in mano un coltellino,

poi arriva un poliziotto che gli tira un bel cazzotto.

Il bambino cade giù

e scatta subito il cucù!

Nadia, Jonathan, Rachele, Giulia e Sofia

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Adesso inventiamo dei personaggi o dei mestieri, oltre ai versi parliamo di strofe

Lo squagnau è uno strano mestiere

cattura gli squali tutte le sere,

poi li trasforma tutti in gatti

che diventano brutti e matti.

(tutti insieme)

 

Il giambalalà è un muratore

e lavora a tutte le ore;

ha sempre le ore puntate

perchè mangia le crostate:

A volte prende i cioccolatini

e di cognome la Filini!

(Agata e Andrea)

 

Il gattaio gioca a palla

e non racconta mai una balla!

Tira i fili sul divano

con il suo amico Ivano.

Mentre fa lo sciocchino

tira pure un filino!

(Agata)

 

Questa è la storia di Giaggio

che viveva solo a maggio;

lui mangiava tanta pizza

e faceva sempre una bizza!

Era sempre in vantaggio

perchè nella vita aveva coraggio.

(Andrea e Lorenzo A.)

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Lo sbaliù

Lo sbaliù è un lavoro pazzerello

dove si disegna con un coltello.

Chi  vuol fare questo mestiere

mangia prima un pasticcere,

dopo aver provato questa strana avventura

supera il tunnel della paura!

Se ti è piaciuto questo mestiere

devi informarti da un cameriere.

Rache, Jon, Sofi

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Mr Forchetta

Questa è la storia di mister Forchetta

che vive in casa di Elisabetta.

Si mette sempre a lato di un piatto

e poi si trova vicino un gatto!

Quando è nel lavandino

diventa sempre più piccino!

Quando vede un pezzo di formaggio

subito dice: “Oh, io l’assaggio!”

Giovanni, Omar, Edmondo

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Il SUB

Il sub in acqua si sa spostare

mentre a galla può annegare

quando il bagnino lo soccorre

il subacqueo fugge e corre!

Filippo S. Lorenzo T. Antonio Dario

Inverno

Inverno biancherello

un po’ pazzerello,

faccio tante capriole

e non vedo noiose aiuole.

Inverno senza un fiore

e neppure un bel colore,

un inverno bianco e triste

con tante bianche piste.

Primavera

Vedo

un fior di pesco

e allora fuori esco.

Il sole risplende

mentre la mamma stende.

Vedo

tanti fiori

e lucenti colori.

Estate

Estate estate

si mangian le patate,

i pesci sono muti

e anche molto astuti.

Onde ondine

dalle grandi alle più piccine,

i bambini  nel mare

iniziano a guizzare!

Agata e Sofia

27 gennaio 2015 – E’ importante ricordare

I bambini hanno raccontato ciò che sapevano della Shoah, dei campi di concentramento, dello sterminio di milioni di persone, non solo ebree,… hanno parlato dei film e documentari che avevano già visto a casa.

Abbiamo discusso tutti insieme.

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C’è un paio di scarpette rosse

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Disegno di Andrea, classe terza

!!!!!

C’è un paio di scarpette rosse

numero ventiquattro

quasi nuove

a Buchenwald.

Erano di un bambino di tre anni e mezzo

chi sa  di che colore erano gli occhi

bruciati nei forni

ma il suo pianto lo possiamo immaginare

si sa come piangono i bambini,

anche i suoi piedini

li possiamo immaginare

scarpa numero ventiquattro

per l’eternità

perchè i piedini dei bambini

morti non crescono.

C’è un paio di scarpette rosse

a Buchenwald

quasi nuove

perchè i piedi dei bambini morti

non consumano le suole.

J. Lussu

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ABBIAMO CANTATO “AUSCHWITZ”

Testo di F. Guccini

Canta “Il Lupo” (da “Pistoia canta Guccini” per il Meyer)

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Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.Ad Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento

Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

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