Νεφέλαι, Nephélai, NuvoleΝεφέλαι, Nephélai, Nuvole

di Giovanni Albergucci

Grazie a #Leucò anche gli ‘svaniti’ finiscono per contattare la propria ispirazione poetica. Qualche considerazione su Paladini di Francia, spettacolo dei Cantieri Teatrali Koreja, liberamente ispirato a “Cosa sono le nuvole” di @PasoliniPP.

CALLIOPE: Ed eccoci, finalmente!

Vieni avanti, vieni avanti finché siamo ancora in tempo.

EPIMETEO: Non temere, musa. Perfino quando Pandora scoperchiò il vaso, fui abbastanza lesto da intrappolare Speranza.

CALLIOPE: Eppure fosti troppo lento per trattenere tutti i mali.

EPIMETEO: Quando, nella storia dei mortali, qualcuno si è preoccupato dei Mali procurati dagli dèi? Persino io ho avuto tempo a sufficienza per capire che l’Uomo è artefice della propria sorte.

CALLIOPE: È vero. Ed è questo che li rende migliori: il Fato influenza ben poco il loro cammino. Ciononostante hanno bisogno dei numi. I numi che fungano loro da analgesico. L’Uomo teme più di tutto il dolore.

EPIMETEO: Anche questo non è corretto.

Essi si considerano fortunati quando vivono sotto anestesia. E’ un ulteriore fortuna dell’umanità: crogiolarsi nell’indifferenza; vivere senza sentire.

CALLIOPE: Sentire? Sentire cosa? Il loro cuore si sfalda sotto il nostro sorriso. Non possono ‘sentire’ senza vedere e i loro occhi sono gemme di rugiada.

EPIMETEO: E allora perché stiamo nascosti dietro le Nuvole, fumi dell’invidia che proviamo per loro?

CALLIOPE: Non so darti una risposta, ma lo spettacolo di quest’oggi ti servirà a capire meglio perché, per loro, il confine invalicabile dell’Olimpo sia avvolto da Nubi temporalesche.

Cosa sai dirmi di Shakespeare?

EPIMETEO: Shakespeare? Ma non dovresti parlarmi della Chanson De Roland?!?

Lo spettacolo è dedicato a Orlando, alle avventure narrate da Ariosto.

Come potrebbe trattarsi di Shakespeare?

CALLIOPE: Sarai consapevole che come Aracne intricava la sua ragnatela, così la letteratura si congiunge e si incrocia anche a distanza di secoli e secoli!

Ebbene, sentirai sì parlare del Prode Orlando, dei suoi paladini e del suo amore furioso, ma oggi il cielo si riempirà di Nuvole. Nuvole che provengono da canzoni e antichi teatri. Pioveranno da esse i sogni, le ispirazioni, la Fantasia che accompagnano l’Uomo.

EPIMETEO: Ancora non capisco come possano essere collegate al paladino.

CALLIOPE: Ti ho parlato di Shakespeare, l’autore di Othello.

La sua trama si basa su un contrasto: Cielo e suolo. Le nuvole e la terra.

Gli stessi protagonisti, Othello e Desdemona, hanno pelle contrastante: uno nera, l’altro bianca. Incarnano il bene ed il male, il sogno ed il reale.

Seguimi attentamente ora, perchè il legame è qui formato: nel 1967, un grande regista italiano, Pier Paolo Pasolini, riprese la scena di Shakespeare in un suo cortometraggio. La scena finale, vede le marionette Othello e Iago che dopo essere state fatte a pezzi, si ritrovano in una discarica a guardare il cielo.

Vedi Epimeteo, la storia comica e tragica dei paladini di Carlo Magno – dall’arrivo a corte della bella Angelica al massacro di Roncisvalle – racconta la bellezza e la crudeltà della vita umana.

E se da più di cinquecento anni grandi poeti e oscuri teatranti continuano a provare un piacere immenso a raccontarla, un motivo ci deve essere.

Effettivamente pare di stare nel teatrino delle marionette dove Pasolini fa raccontare ai suoi attori la triste storia di Otello, Iago e Desdemona.

Con quelle stesse marionette oggi si racconta di Rinaldo, Astolfo, Angelica, Bradamante, Fiordiligi e Orlando.

Il massacro di Roncisvalle sarà quella discarica vasta e insanguinata dove tutti quei corpi morirono e furono abbandonati, occhi al cielo, a domandarsi che cosa sono le nuvole.

EPIMETEO: E per te che cosa sono le Nuvole, Calliope?

CALLIOPE: Neppure Zeus Olimpio può risponderti. Possono nascondere il Sole o le Stelle, ma se non esistessero, cosa dividerebbe il Cielo e la Terra? Cosa ci celerebbe agli occhi degli Uomini?

Ascolta, ascolta questa canzone! Se l’anima, nella sua essenza divina e mortale, potesse parlare, userebbe le parole di quest’uomo.


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